La fortuna del Gladiatore comincia nel Seicento, immediatamente dopo il suo ritrovamentol. Alla fine del secolo XVIII il principe Borghese vietò di trarne stampi: già nel 1788 ne esisteva in Roma uno soltanto ed era un privilegio utilizzarlo. Molto diffuse le derivazioni in gesso in ambiemte accademico: Scuola del Nudo dell'Académie Royale (1745) e Royal Academy (1795). Nella lista dei gessi antichi dell'Accademia di Bologna (1801), provenienti dalle collezioni della Clementina, se ne trova un esemplare.
All'inizio dell'Ottocento comincia una valutazione anatomica della scultura, in termini scientifici.
Titolo: "Nel mezzo della stanza resta isolata la famosissima statua appellata volgarmente il Gladiator Combattente. Il simulacro di grandezza naturale, ed ignudo spinge avanti con molta forza il destro ginocchio, e su quello abbandona tutta la sua persona; la coscia, e la gamba sinistra si stendono indietro, e le dita estreme del piede puntano fortemente contra il terreno. Il braccio manco, che si alza fin sopra la testa, conserva presso al gomito un manubrio, al quale doveva essere anticamente attaccato lo scudo, come si rileva dai fori, che vi sono aperti. La mano dritta, la quale si trae indietro con movimento assai risentito, impugna una piccola asta, che le è stata modernamente restituita, e sta in atto di preparare un'offesa contra il nemico. La testa accompagna il movimento del braccio sinistro, e mostra di tener l'occhio al colpo, che le vien minacciato. La totale nudità del simulacro, e la nobiltà delle sue forme, distruggono totalmente la opinione quasi universale, che esso ne rappresenti una figura gladiatoria: i gladiatori, come si osserva costantemente in tutti i monumenti, sono sempre armati, ed hanno fattezze grossolane ed ignobili; l'atteggiamento ancora, il quale non si conforma a veruno degli esercizi atletici, ne toglie ogni luogo a potervi riconoscere l'effigie di un atleta. Tanto la positura delle braccia, quanto la direzione dello sguardo, dimostran ben chiaro, che il simulacro esprime un eroe, che guerreggia pedestre contra un avversario molto elevato dal suolo. Figure similissime si osservano in diversi monumenti, nei quali rappresentansi le battaglie delle Amazzoni, e principalmente in due sarcofagi del Museo Vaticano. Questa preziosa scultura eseguita in bel marmo statuario, e superiore forse a quante altre ne ha tramandate l¦arte Greca, fu già pubblicata dal Perrier in quattro rami, dal Sandrart, dal Maffei fra le statue più famose di Roma, nelle descrizioni della villa Borghese, nella Storia dell¦arti di Winckelmann, e in molti altri libri. Essa fu ritrovata nelle rovine di Anzio sotto il Pontificato di Paolo V non molto discosto dal luogo, nel quale cent¦anni prima erasi dissotterrato l¦Apollo di Belvedere: una testa di figura simile vedevasi già nella villa Aldobrandini. Tutta la superficie della statua è perfettamente conservata, e solo è interrotte da spesse macchie: interissime ne sono tutte le membra, e il suolo stesso, che le fa base, è quasi tutto antico. L¦orecchia, e la mano destra con una porzione del braccio, e qualche altra piccola estremità, sono le sole parti risarcite da scarpello moderno. Dietro la gamba destra si innalza un tronco, sul quale è segnata in caratteri Greci la seguente epigrafe antica. [...] AGASIAS / DOSITHEI / EPHESII / FACIEBAT." A Pag.: I, 58-60 Sculture del palazzo della Villa Borghese detta Pinciana, Roma, 1796, Vol. 2, Segnatura: BSAB, O III 41 - O III 42, (Con approvazione di Ennio Quirino Visconti (Direttore del Museo Capitolino))