L'inizio dell'attività di Morghen come traduttore si può far coincidere col suo soggiorno romano, a partire dal 1778. Del 1784 é la lastra della "Diana".
La collezione del corpus di Morghen venduta all'Accademia da Giuseppe Bossi era in precedenza appartenuta a Gaetano Poggiali
Fonti
Titolo: Io posseggo la più singolare raccolta che esista dell'opera di Raffaello Morghen. Vi sono le prove più varie di ogni opera capitale. Basti il dire, che del suo famoso Cenacolo ve ne sono otto diverse. La totalità è di quasi quattrocento stampe, e pressocché unica, fu stampato negli atti dell'Accademia Italiana di Pisa, e anche a parte con una vita dell'autore. In breve in questa è la celebre raccolta, che il sig. Gaetano Poggilai di Livorno ha messa insieme in quarant'anni di consuetudine con la famiglia Morghen, alla quale raccolta ho unito varij pezzi rarissimi io stesso. L'Accademia Reale non ha che poche e meschine stampe per la scuola di incisione, e mentre l'A.V. aumenta riccamente la galleria, le Biblioteche e ogni altro stabilimento, riguarderà altresì come degno delle sue cure il pensiero di cominciare con qualche nobile fondamento una raccolta di stampe. Esse sono per le opere delle arti maggiori del disegno ciò che soni i libri per la storia e la scienza degli uomini. Se pertanto il Governo acquistasse questa pregevole raccolta, che importarebbe 24 mila lire 1811/01/08 lettera · ASMI, AUTOGRAFI, cart. 103 (Ciardi, I, 437, 439) · Lettera al viceré di Italia Eugenio Beauharnais
Titolo: La commissione dell'Accademia delle Belle Arti di questa città incaricata di esaminare la raccolta delle opere del celebre incisore Morghen offerta dal Sig.r Cav.r Prof.re G.pe Bossi a vantaggio della stessa Accademia, ha trovato la datta raccolta composta di tutti i pezzi conosciuti del sullodato incisore e di altri ancora sconosciuti e quasi introvabili, prove sceltissime e conservatissime e di ciascun rame parecchie a tenore dell'avanzamento del lavoro della preparazione dell'acquaforte insino all'ultima riduzione a bulino e alla sottoscrizione del titolo o dedica, e aggiunta e correzione delle lettere, di pergamena, insomma trovò una collezione squisitissima e degna di un sovrano, non che d'un privato. L'acquisto di una serie completa di pezzi di tal natura non potrebbe che riuscire proficua per le arti, e segnatamente per chi si dedica all'incisione oltre all'essere di molto decoro per un pubblico stabilimento, qual è il nostro in fatto di stampe poverissimo. Non si potrebbe stabilire un prezzo preciso per una raccolta che a qualunque prezzo nessuno potrebbe in oggi formare sì completa, e che dev'essere costata e denaro ed incommodi non lievi a chi si prese pensiero di formarla calcolando sulla particolare sua amicizia coll'Incisore; pure non debiterebbe la Commissione di asserire, che il prezzo richiesto dal sud.to Professore di ventiquattro mille lire non è eccedente né sarebbe difficile che si trovasse dippiù vendendola oltremonti 1811/01/29 valutazione d'acquisto · ASMI, STUDI, p.m., cart. 363 · [Verbale della Commissione della Scuola di Incisione presieduta da Giuseppe Longhi]