Fin dal 1777 il Mercurio e il Fauno ebbro facevano parte del corredo di studio, proveniente da Roma, di Giuseppe Franchi. ASMI STUDI p.m. cart. 197 fasc.b(14)
Fin dal 1777 il Mercurio e il Fauno ebbro facevano parte del corredo di studio, proveniente da Roma, di Giuseppe Franchi. Collocazione storica dell'originale e localizzazione dell'esecuzione potrebbero coincidere.
Titolo: Rimane infine ad osservare il Fauno ebrio, da cui è denominata la sala. Il bronzo originale, da cui è tratto questo raro gesso, è uno de' pezzi più singolari della raccolta Ercolanese. E' mirabile per la verità estrema di ogni sua parte, e più per l'espressione dell'allegra ebrietà, che l'Artista ha saputo accennare fino nella trascurata posizione delle dita della mano sinistra, che è inattiva. Colla destra, mediante la forzata unione del dito medio col pollice, prepara quello scoppio, che, se presso gli antichi non aveva qualche osceno significato, doveva, come a un di presso anche al presente, significare quella non curanza e disprezzo d'ogni cosa, che sogliono essere frutto della ebrietà e dell'allegria fomentata dal vino. In prova di ciò nel libro XII dei Deipnosofisti di Ateneo vediamo descritta la statua di Sandrapalo sul suo sepolcro colla destra nell'atto, in cui questo Fauno la tiene, e quasi dicendo ciò, che l'appostovi epitaffio verso il fine consiglia, "mangia, bevi, datti piacere". Poteva aggiungervisi, al dire degli Espositori delle antichità d'Ercolano, "ogni altra cosa non vale lo scoppio delle mie dita". A Pag.: 65 - 66 Bossi Giuseppe, Notizia delle opere di disegno pubblicamente esposte nella Reale Accademia di Milano nel maggio dell'anno 1806, dedicata a Sua Eccellenza il Signor di Breme, Ministro dell'Interno, Milano: De Stefani, 1806/05/.., pp. 74, Segnatura: BSAB, Q VI 110 n.5, (Stampata in 1200 copie; vedi ASAB, "Rendiconti 1806".)