Fin dal 1777 il Mercurio e il Fauno ebbro facevano parte del corredo di studio, proveniente da Roma, di Giuseppe Franchi.Collocazione storica dell'originale e localizzazione dell'esecuzione potrebbero coincidere.
Titolo: La statua in fine di Mercurio, che sta nel mezzo, è uno de' più rari ornamenti del Museo Ercolanense, dove si conserva in bronzo, se pure recentemente non ha subito qualche vicenda. Tutti d'accordo gli Antiquarj e gli Artisti ammirano la semplicità, la grazia e la mollezza del movimento di questa bellissima figura, di cui è tanta la verità in ciascheduna parte, che taluni pensano, che sia stata formata a dirittura sul naturale. Pare però, che gli antichi Scultori, che hanno fatte tante meravigliose opere senza questo servile metodo contrario alla prontezza e verità dell'azione, fossero anche in istato d'imitare la natura tanto per l'appunto da far nascere bensì questo sospetto, ma non già di dare ad esso fondamento alcuno senza aperta lesione della ragione, e senza danno dell'opinione che si ha per tanti argomenti del loro ingegno sublime. E' notabil in questa figura, che fuor di dubbio reppresenta Mercurio forse mentre era Pastore, la forma straordinaria de' sandali. S'ignora cosa tenesse nella mano sinistra, se non era forse il caduceo. A Pag.: 60 Bossi Giuseppe, Notizia delle opere di disegno pubblicamente esposte nella Reale Accademia di Milano nel maggio dell'anno 1806, dedicata a Sua Eccellenza il Signor di Breme, Ministro dell'Interno, Milano: De Stefani, 1806/05/.., pp. 74, Segnatura: BSAB, Q VI 110 n.5, (Stampata in 1200 copie; vedi ASAB, "Rendiconti 1806".)